INDAGINE SUL RISPARMIO DELLE FAMIGLIE: GLI ITALIANI VOGLIONO LA SICUREZZA, MA NON SANNO A QUALI RISCHI SONO ESPOSTI

Secondo l’ultima indagine sul risparmio delle famiglie italiane condotta dal Centro Einaudi, la sicurezza è un obiettivo primario della netta maggioranza dei risparmiatori italiani.

Si tratta di capire, tuttavia, cosa intendono gli italiani per sicurezza e se tale convinzione è coerente con ciò che realmente andrebbe considerato in tal senso, quando parliamo di pianificazione finanziaria.

Vi anticipiamo la risposta a quest’ultimo interrogativo: è negativa. Vediamo di capirne i motivi.

Il punto è essenzialmente uno: la prima motivazione per la quale gli italiani dicono di risparmiare consiste nel fronteggiare imprevisti. Secondo l’indagine citata, negli ultimi anni questa giustificazione non è mai scesa sotto al 42%, con un picco del 58% nel 2016. In altri termini, il risparmio assume essenzialmente una funzione assicurativa, mentre andrebbe fatto esattamente il contrario: una buona pianificazione assicurativa consente di liberare risparmio e destinarlo ad altre funzioni ed obiettivi di vita!

Per attivare un’efficiente protezione assicurativa serve però che i rischi, ai quali gli individui sono esposti, siano correttamente percepiti. Anche su questo fronte, i dati non sono confortanti.

Gli italiani sembrano infatti sovrastimare il rischio di furti e rapine in casa, mentre tra i pericoli più sottovalutati troviamo la perdita di autosufficienza in vecchiaia, il rischio di ammalarsi di Alzheimer e di incorrere in un grave incidente stradale.

Come spesso accade, dove viene meno la percezione di un problema manca di conseguenza la proattività per affrontare la questione e trovare una soluzione. Se aggiungiamo che il tema assicurativo è spesso un tabù, volutamente evitato perché associato ad una spesa piuttosto che ad una protezione, appare evidente il dato sulla raccolta netta di premi assicurativi a copertura del rischio malattia ed invalidità: appena 90 milioni di euro a fronte di 115,8 miliardi di premi raccolti nel ramo vita, nel 2017.

Quando gli italiani parlano di sicurezza, dunque, trascurano abbondantemente il tema prioritario che andrebbe affrontato in sede di pianificazione: la protezione di sé stessi e dei propri cari, non solo da eventi rari, ma anche da situazioni che si presenteranno con elevatissima probabilità.

La trasformazione dello scenario demografico è infatti una questione determinante, nell’attivazione del processo di protezione assicurativa. Dobbiamo infatti considerare al contempo due significativi cambiamenti in atto:

  • La vita media si allunga, e con essa aumenta la comparsa di rischi tipici della fase di vecchiaia. Secondo l’ISTAT, un individuo alla nascita ha un’aspettativa di vivere 58,5 anni in buona salute. Dopodiché cominciano gli acciacchi: nel 2017 gli italiani hanno speso quasi 40 miliardi di euro di ricchezza privata per curarsi.
  • Si sta modificando la composizione della famiglia: il 31,1% dei nuclei familiari è composto da un’unica persona, che sarà dunque sempre più sola nell’affrontare le problematiche di cui sopra.

Sarebbero naturalmente opportune e necessarie molti ulteriori riflessioni, sulla questione. Tuttavia, questi numeri sono già sufficienti per domandarsi: è più sicuro ed importante il 2% offerto su un “imperdibile” prodotto finanziario oppure essersi garantiti sufficiente tranquillità dagli eventi (spiacevoli, ma possibili) che la vita presenta?

Il quesito potrebbe apparire retorico, ma non lo è.

Il che significa che la battaglia per diffondere sana cultura finanziaria è appena iniziata.

 

 



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