I MERCATI FINANZIARI SONO RISCHIOSI O PERICOLOSI?

Nel lessico comune, ci capita spesso di utilizzare come sinonimi parole che invece hanno un significato diverso. Se parliamo ad esempio di un evento rischioso, la netta maggioranza delle persone lo associa automaticamente ad un evento pericoloso: sul tema, c’è ampia letteratura e numerose evidenze empiriche lo dimostrano.

Tuttavia, è davvero così? Rischio e pericolo sono la stessa cosa? Cosa è necessario sapere, in merito ai due concetti, quando si investe il proprio denaro?

Dal punto di vista semantico, il rischio può essere definito come l’eventualità di subire un danno, connessa a circostanze più o meno prevedibili. Sebbene abbia dunque in sé una connotazione di potenziale negatività, il concetto di rischio è più tenue del concetto di pericolo, la cui definizione esprime più nettamente la possibilità di incorrere in un danno.

Ciò detto, come sono i mercati finanziari? Sono rischiosi o pericolosi?

Dipende.

Sintetizzando potremmo dire che chi investe bene corre un rischio, chi investe male corre un pericolo.

Investire bene significa rispettare le poche ma ineliminabili regole che contraddistinguono un processo di asset allocation. Dovrebbero essere note, ma un ripasso è sempre salutare:

  • Diversificazione scientifica, non ingenua: evitare elevate percentuali su singoli titoli e mercati, ricercando per quanto possibile basse correlazioni
  • Rispetto dell’orizzonte temporale inizialmente stabilito, coerentemente con la pazienza che è statisticamente richiesta affinché il valore di ciascuna attività finanziaria emerga
  • Profilassi contro la paura, l’ansia ed in genere l’emotività che ci accompagna (e spesso ci penalizza) nelle scelte finanziarie

Chi segue questo protocollo elimina i principali fattori di pericolo e, di conseguenza, il danno che da essi può presentarsi. Tuttavia – è bene ricordarlo – il rischio non può mai essere azzerato: investire significa per prima cosa accettare una componente di alea, di incertezza, che in ambito finanziario prende il nome di volatilità.

La volatilità, intesa come oscillazione, variabilità, scostamento rispetto ad un valore medio, è ineliminabile; è un ingrediente, una caratteristica dei mercati finanziari. Può essere adeguatamente sfruttata e trasformata in opportunità; tuttavia, se subita e sofferta, può trasformarsi in qualcosa di tremendamente pericoloso.

Quando si investe male, dunque, il rischio degenera in pericolo.

Ciò avviene ogni volta che abbandoniamo la diversificazione per inseguire il rendimento di un titolo che consideriamo “occasione imperdibile”, ogni volta che investiamo anche se davanti abbiamo tempo insufficiente, ogni volta che ci facciamo prendere la mano dai “biases” che ingabbiano la nostra razionalità, depistandoci.

Non solo. Il pericolo si presenta anche quando focalizziamo la nostra attenzione sulla questione meramente finanziaria, trascurando il vero tema prioritario, rappresentato dalla protezione. In altri termini, prima di capire dove investire bisognerebbe comprendere come evitare l’intaccamento del patrimonio a seguito di eventi che ci potrebbero colpire.

Un attento processo di pianificazione può eliminare il pericolo e sfruttare il rischio: questo è il vero valore aggiunto che ogni consulente finanziario è tenuto a remunerare al proprio cliente.



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