VUOI PROTEGGERTI DAVVERO? RISOLVI QUESTA EQUAZIONE

Da tempo ormai andiamo ripetendo che la prima, fondamentale questione da affrontare in tema di pianificazione finanziaria riguarda la protezione. A nulla serve ragionare sui rendimenti attesi dei mercati, quando si è esposti a rischi non coperti e potenzialmente devastanti per il patrimonio e per la tutela dei propri cari.

Esiste un modo semplice ed efficace per metterci in sicurezza? La risposta è affermativa: è sufficiente risolvere una semplice equazione. Vediamo meglio di cosa si tratta.

Occuparsi di protezione significa, in sostanza, valutare quali sono i rischi ai quali una famiglia è più esposta, quantificarne le conseguenze in termini finanziari e valutare se si sono attivate apposite soluzioni a riguardo. In formula, si tratta di calcolare il “gap”:

GAP DI PROTEZIONE = PROTEZIONE NECESSARIA – PROTEZIONE DISPONIBILE

La protezione necessaria monetizza di quanto una famiglia dovrebbe aver bisogno nel caso in cui accadesse un evento dannoso ad uno dei suoi componenti. La prima conseguenza, dal punto di vista finanziario, è ravvisabile nella caduta di reddito, che può essere momentanea (nel caso di malattia o infortunio) ovvero, più sfortunatamente, definitiva (nel caso di morte). Ci dovremmo pertanto domandare a quanto ammonta, tra le altre cose:

  • Il reddito futuro su cui la famiglia non potrà più contare
  • La spesa necessaria per estinguere eventuali mutui e prestiti ancora in ammortamento
  • La cifra destinata ai figli per il loro inserimento in società, o almeno fino al compimento della maggiore età

Definito questa somma, si tratta di capire su quali risorse può fare affidamento la famiglia per fronteggiare l’evento imprevisto e nocivo. Ecco dunque che la protezione disponibile è figlia di:

  • Eventuali prestazioni di primo pilastro cui la famiglia ha diritto (ad esempio, prestazione di reversibilità al coniuge, laddove prevista)
  • Risparmi investiti
  • Polizze assicurative sottoscritte

Se da tale conteggio non c’è sufficiente copertura della protezione necessaria, siamo in presenza di un gap che va colmato. In verità, anche qualora questo problema non si verificasse, andrebbe comunque valutata la composizione della protezione disponibile: se non ci sono polizze assicurative di puro rischio, un evento dannoso causerebbe comunque un assorbimento patrimoniale di quanto accantonato, distogliendo questi risparmi dal soddisfacimento di altri bisogni prefissati.

Il punto essenziale della questione consiste pertanto nel quantificare l’importo che garantisca serenità finanziaria alla famiglia qualsiasi cosa possa accadere, sottoscrivendo di conseguenza soluzioni assicurative in grado di farvi fronte. Ogni fattore di rischio laddove possibile va trasferito, lasciando al risparmio accumulato nel tempo la funzione di soddisfare i progetti che ciascuno ha per sé e per i propri cari.

Un ultimo, fondamentale concetto: la protezione riguarda in via prioritaria tutte le persone giovani, coloro che –  in altri termini – sono dotate di elevato capitale umano.

Il capitale umano è una fonte di ricchezza intangibile, rappresenta l’attualizzazione dei flussi di reddito futuri. Un giovane che pertanto ha decenni di vita davanti a sé ha la priorità di tutelare il più grande asset in suo possesso: il tempo. Farlo presto significa non solo preservare la famiglia dal fato, ma anche ottimizzarne il processo alla luce del fatto che le coperture fatte in età più avanzata costano evidentemente di più, per il maggiore rischio anagrafico associato.

Prima di investire, dunque, è opportuno pensare alla protezione: quanto vale il rendimento offerto dai mercati finanziari, se non ci si è tutelati contro eventi dannosi che possono colpirci?

Nulla. Semplicemente, nulla.



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