LA PROTEZIONE SERVE QUANDO PENSI DI NON AVERNE BISOGNO

Alla base della piramide della pianificazione finanziaria c’è il tema della protezione.

Lo diciamo da sempre, lo diremo per sempre: a nulla serve capire dove e come investire, se prima non si è blindata la sicurezza di una persona, di una famiglia o di un’impresa a fronte di pericoli potenzialmente devastanti, dal punto di vista finanziario.

Questa consapevolezza, tuttavia, è latitante. Frequentemente la protezione è trascurata, altre volte dimenticata, altre volte viene affrontata troppo tardi, quando risulta inefficace e costosa.

Alla protezione, invece, bisognerebbe pensarci proprio quando non se ne ha ancora bisogno. Vediamo perché.

Facciamo alcuni esempi.

I cosiddetti consumi non discrezionali (tipicamente, spese sanitarie) subentrano nella fase di vecchiaia, quando gli acciacchi sono inevitabili. Nel 2017 gli italiani hanno speso oltre 40 miliardi di euro per esami e visite. Di tasca propria, non rimborsati dal SSN. Molte di questi oneri sarebbero stati rimborsati se per tempo si fosse pensato a sottoscrivere per tempo apposite coperture sanitarie, che tuttavia diventano costose (talvolta inaccessibili) se accese in tarda età.

Stesso discorso potrebbe essere fatto per le tradizionali polizze vita (temporanee caso morte): chi si assicura da giovane garantisce ai propri cari la sufficiente copertura finanziaria in caso di evento estremo, e garantisce a sé stesso costi di protezione nettamente inferiori dovuti all’incidenza statistica del rischio, sensibilmente più bassa.

Ma usciamo dalla sfera strettamente assicurativa, pur rimanendo nel tema della protezione.

Pensiamo ad una giovane coppia sposata. L’amore è eterno, finché dura. E poi? Secondo l’ISTAT, negli ultimi anni sono aumentati separazioni e divorzi, specie dopo l’introduzione nel 2015 del c.d. “divorzio breve”. Auguriamo a tutte le coppie un futuro radioso, per sempre insieme, tuttavia ragionare su alcune precauzioni (facendolo in clima sereno e in tempi non sospetti) è assolutamente sensato.

Ancora, passiamo al cliente imprenditore. Di questi tempi i tassi sono ancora ai minimi nella zona Euro, e non ci sono in vista prossimi cambi di direzione. Tuttavia, è proprio in questa fase che potrebbe essere molto saggio coprire le posizioni debitorie dell’azienda da futuri e sempre possibili rialzi dei tassi: è ora che la sottoscrizione di un’opzione CAP, piuttosto che di un Interest Rate Swap, risulta conveniente, in quanto il mercato non sconta scenari rialzisti sul costo del denaro.

Insomma, di esempi ce ne sono moltissimi. In tutte queste situazioni, la locuzione latina “Si vis pacem, para bellum” è quanto mai appropriata: se vogliamo la pace (finanziaria) dobbiamo attrezzarci per fronteggiare qualsiasi scenario, anche quello più bellicoso.

Essere pronti a (quasi) tutto oggi, per difendersi meglio domani.



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