“LASCIO I SOLDI IN CONTO, ALMENO NON LI PERDO” – ABSTRACT

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Nei nostri comportamenti quotidiani, siamo spesso influenzati da illusioni. L’illusione è una percezione distorta della realtà: vediamo ciò che desideriamo, non ciò che è per davvero.

Nel mondo finanziario, una delle più grandi illusioni che continua ad imperversare riguarda la presunta sicurezza delle somme (enormi, in continuo aumento) che gli italiani detengono in forma di liquidità. “Lascio i soldi in conto, almeno non li perdo”, sostengono. Ma è veramente così?

La risposta è negativa, essenzialmente per due motivi.

Da un lato, se consideriamo l’inflazione media, i tassi reali diventano negativi. Ciò significa che chi detiene liquidità per lunghi periodi perde potere d’acquisto: nel decennio 2006-2016 questa tassa si è attestata mediamente intorno allo 0,75% su base annua.

Dall’altro lato, ci sono ragioni più complesse, relative al nostro modo di gestire il denaro. La ricerca dimostra quanto le persone siano confusionarie e disordinate in materia finanziaria; segmentano la propria ricchezza in comparti stagni (conti mentali), mancando di una visione d’insieme. Insomma, avremmo bisogno di ordine, ma la liquidità è l’esatto contrario: è un contenitore generico nel quale rientra risparmio indifferenziato, non funzionale al raggiungimento di appositi bisogni che vorremmo conseguire.

In questo modo il denaro “si perde”, diventa solo una forma di “autoassicurazione”, un serbatoio da utilizzare contro l’incertezza del futuro. Questa riserva è inefficiente, perché sottrae risorse alle esigenze più vere ed importanti: per questo motivo non può essere sprecata, al contrario va ottimizzata per aiutarci a realizzare ciò che per noi è più importante.



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