FONDI A RENDIMENTO ASSOLUTO O A RENDIMENTO RELATIVO – ABSTRACT

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I fondi comuni di investimento a rendimento relativo (relative return) prevedono la presenza di un benchmark, sintomatico del rischio e del rendimento atteso cui si va incontro. Hanno dunque una gestione direzionale.

Nei fondi a rendimento assoluto (absolute return), invece, la performance dipende poco dai mercati e molto dalle scelte del gestore, che in modo discrezionale investe nelle attività finanziarie che ritiene potenzialmente più remunerative e si sgancia pertanto dall’andamento degli indici tradizionali.

Benché non sia mai possibile definire ex-ante la scelta migliore, possiamo avanzare alcune considerazioni.

Nei fondi absolute return, è frequente imbattersi in un maggiore “rischio gestore” ed in strategie articolate,  complesse e non sempre trasparenti, simili a quelle utilizzate nei cosiddetti hedge funds.

Dall’altro lato, la loro prerogativa è spesso quella di controllare maggiormente il rischio, aspetto di sicuro appeal per molti investitori che mal sopportano la volatilità.

Aldilà delle valutazioni sui singoli prodotti, sempre imprescindibile, il punto centrale è un altro: in generale, fanno bene o fanno male al portafoglio del cliente?

  • Se inseriti in modo residuale, possono generare maggiore diversificazione e contenimento del rischio;
  • Se inseriti in modo massiccio, delegano di fatto l’asset allocation al gestore, aspetto che invece spetterebbe unicamente al consulente dopo aver profilato correttamente l’investitore per obiettivi, tolleranza al rischio e orizzonti temporali.

Come spesso capita, il bene o il male non sta nello strumento in sé, ma nell’utilizzo che ne viene fatto.



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