L’INTERESSE COMPOSTO, OTTAVA MERAVIGLIA DEL MONDO

Il mondo finanziario è di per sé complesso, ma le regole da adottare per investire bene sono poche e semplici. Tra queste c’è la capitalizzazione composta, il cui valore è spesso sottovalutato o, peggio, sconosciuto ai più. Vediamo perché è così importante.

In qualsiasi operazione d’investimento, la valutazione può essere fatta considerando quattro fattori:

  • La somma inizialmente investita (capitale)
  • La somma ottenuta alla fine (montante)
  • il periodo di detenzione dell’investimento (tempo)
  • la remunerazione ottenuta (tasso di interesse)

Dal punto di vista matematico, queste variabili si legano tra di loro in diversi modi, detti regimi. I più noti sono il regime di capitalizzazione semplice ed il regime di capitalizzazione composta.

Nel regime di capitalizzazione semplice, gli interessi sono infruttiferi e non generano nuova remunerazione per l’investitore: se ipotizziamo un capitale di 100 euro ed un tasso di interesse del 3%, dopo un anno all’investitore spettano 3 euro. L’anno successivo il tasso d’interesse viene calcolato sempre sul capitale iniziale, generando nuovamente una remunerazione di 3 euro, e così via.

Nel regime di capitalizzazione composta, invece, gli interessi sono fruttiferi: in pratica, vanno a sommarsi al capitale inizialmente investito e determinano de facto una remunerazione superiore a quella nominale. Nell’esempio di prima, il secondo anno il 3% viene calcolato su un capitale di 103, non più di 100, generando un interesse di 3,09 euro, e così via.

La capitalizzazione composta consente di ottenere, nel lungo termine, risultati sorprendenti.

Mario dispone di 100.000 euro da investire, orizzonte temporale di 20 anni. Se consideriamo un tasso di interesse del 4%, in regime semplice Mario otterrebbe un montante finale di 180.000 euro. In regime composto, il montante finale sarebbe pari ad oltre 219.000 euro. Quasi 40.000 euro di differenza, generati solo dalla scelta di non utilizzare gli interessi ma di reinvestirli, facendoli diventare fruttiferi.

Che implicazione ha questa legge algebrica, dal punto di vista pratico? Molto semplice: se non hai bisogno di cedole e dividendi per integrare il tuo reddito, sono preferibili strumenti ad accumulazione piuttosto che a distribuzione, in quanto reinvestono i flussi e migliorano il risultato finale.

A ben vedere, conoscere semplici regole matematiche ci rende più ricchi!



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