QUANDO INVESTIAMO, SIAMO PROGRAMMATI PER SBAGLIARE

Ogni volta che decidiamo di investire qualche risparmio messo da parte, dovremmo avere una certezza: le nostre scelte finanziarie sono funestate da errori.

Il problema, tuttavia, non è rappresentato dagli errori di natura tecnica: conoscere come si muoveranno i mercati nel breve termine è una “plausibile impossibilità”, per questo serve in primis diversificare e investire per corretti orizzonti temporali.

La vera questione sta negli errori comportamentali: tranelli mentali pericolosi, dalle conseguenze talvolta letali. Come facciamo ad evitarli?

Anzitutto è bene sapere che esiste una apposita disciplina – behavioral finance, la finanza comportamentale – che da molti anni si occupa di studiare il comportamento umano nelle scelte di investimento, riscontrando analogie bizzarre ed abitudini istintive, molto lontane dai canoni di razionalità (in gergo tecnico, biases).

In sintesi, l’evidenza dimostra che siamo programmati per sbagliare. Nello specifico, sembrano esserci due filoni di errori che commettiamo sistematicamente.

Da un lato gli errori cognitivi: il nostro cervello sembra avere difficoltà a gestire un numero complesso di informazioni, si impigrisce e cerca scorciatoie per arrivare velocemente ad una conclusione. In questo modo si genera un processo decisionale approssimativo, superficiale, non scientifico. L’abitudine di acquistare titoli del mercato domestico, ad esempio, è fortemente radicata in molti investitori nonostante sia palesemente incoerente con un corretto approccio alla diversificazione.

Dall’altro lato, gli errori emotivi: spesso dimostriamo di decidere sulla base di rabbia, rimpianto, euforia, entusiasmo, preoccupazione e così via. Le emozioni, così importanti nella nostra vita quotidiana, ci portano il più delle volte a scelte affrettate ed istintive in finanza. Facciamo qualcosa perché ci fa stare meglio, non perché sia giusto farlo. E così, con metodo quasi infallibile, compriamo azioni quando proveniamo da prolungate fasi di rialzo, mentre le vendiamo nel bel mezzo di qualche turbolenza. Con conseguenze pesantissime.

Insomma, il connubio di questi biases ha una implicazione certa: ci fa perdere soldi e serenità.

Per ridurne l’impatto abbiamo due possibilità:

  • Studiare a fondo i meccanismi di funzionamento del nostro processo decisionale (troppo faticoso…)
  • Affidarsi ad un professionista che conosce accuratamente queste anomalie e che ci possa aiutare ad assumere i comportamenti corretti: il consulente finanziario (non male!)

Diversamente, i più scettici potrebbero sperimentare personalmente gli effetti di questi errori. Il prezzo da pagare, tuttavia, potrebbe essere molto alto…



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