LA CURVA DEI TASSI: A COSA SERVE E COME SI LEGGE

Dopo anni di anestetico monetario è tornato di moda parlare di fondamentali e in particolare dei segnali inviati dalla pendenza della curva dei tassi. Ma cos’è e a cosa serve la “yield curve”?

Nell’analisi di scenario macroeconomico, la curva dei tassi rappresenta uno strumento utile per capire il sentiment degli investitori in merito alle attese economiche. Consiste in un grafico che descrive i rendimenti offerti in una certa area geografica sulle varie scadenze, dalle più brevi alle più lunghe.

Normalmente, la curva dei tassi dovrebbe assumere un’inclinazione positiva: è lecito infatti attendersi che i rendimenti espressi da investimenti a breve termine siano inferiori a quelli offerti da un equivalente strumento di durata decennale. Questo se non altro per il fatto che l’investitore rinuncia per più tempo al suo denaro e, in ragione di ciò, è portato a chiedere un premio crescente in funzione dei maggiori fattori di incertezza che si legano al lungo termine.

Tuttavia, la curva dei tassi positiva non è un dogma. La sua inclinazione dipende, come dicevamo, dalle attese degli operatori e da quale fase del ciclo economico ci si aspetta di affrontare. È fondamentale comprendere che i tassi di interesse sono governati da soggetti e fenomeni diversi: le politiche monetarie delle banche centrali impattano prevalentemente sui tassi a breve termine, mentre le aspettative sull’inflazione incidono di più sui tassi a lungo termine.

Una curva positiva, con una accentuata inclinazione (tassi a lungo sensibilmente più alti dei tassi a breve), può significare attese di crescita economica marcata e di Inflazione, che a loro volta potrebbero essere gestite con un ciclo di rialzo dei tassi; nel caso invece di una curva sostanzialmente piatta (tassi a breve e a lungo coincidenti), il mercato ci sta comunicando che siamo di fronte ad un probabile rallentamento economico, dove il rialzo dei tassi a breve ha frenato le aspettative di crescita attesa. Ancora, in recessione è lecito attendersi una curva negativa: i tassi a lungo termine scendono sotto ai livelli dei tassi a breve, temendo una fase di contrazione economica che potrebbe essere contrastato da una politica monetaria espansiva (e conseguente abbassamento dei tassi a breve).

Oggi tutti sappiamo che in Europa i tassi sono ancora ai minimi e che la crescita economica, seppur presente, è disomogenea. Ma cosa sta accadendo negli USA, dove la Federal Reserve ha già attuato una politica monetaria meno accomodante?

Da circa un anno, come si vede dal grafico, stiamo assistendo ad un movimento di appiattimento (“flattening”) della curva dei tassi americana. Per quanto fare previsioni in campo economico sia sempre un azzardo, questo movimento ha dei precedenti storici (è successo nel 1989, nel 2000 e nel 2007) che si sono rivelati preludio, come si diceva prima, di una fase di rallentamento economico (talvolta di recessione).

Aver certezza di ciò che accadrà è, like always, convinzione degli stolti; quello che conta, tuttavia, è avere consapevolezza e padronanza nella lettura di alcuni strumenti ed indicatori che rendono meno vulnerabile il processo di investimento.

 



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