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Cliente Consapevole – edizione luglio 2025

 

Più ti muovi, peggio è

Sì, lo so: il titolo può sembrare fuorviante.

Siamo abituati a sentirci dire il contrario, soprattutto dal nostro medico: più ti muovi, meglio è.

Ma stavolta non si parla di attività fisica. Ti voglio parlare di un altro tipo di movimento: quello che molti fanno con i propri soldi, soprattutto quando i mercati vanno male.

Già, perché mentre le persone sono mediamente pigre nel muovere il proprio corpo, si rivelano mediamente molto più attive quando muovono il proprio denaro.

Tanti ritengono che le continue oscillazioni dei mercati, il cambiamento delle condizioni e gli eventi che si susseguono senza sosta richiedano di agire con frequenza e velocità.

Soprattutto nelle fasi di maggiore difficoltà, quando le borse stanno scendendo, il sentir comune è che non si possa stare fermi.

Insomma, in questi frangenti il consulente finanziario deve farti fare qualcosa, muovere necessariamente il portafoglio, magari liquidando le posizioni per rientrare una volta superati i problemi.

Se non lo fa sembra che non sia né bravo né attento al cliente: mica si può assistere inermi ai mercati che crollano davanti ai nostri occhi!

È capitato anche a te di avvertire queste sensazioni?

Nel mezzo di una correzione di mercato, hai pensato anche tu che il tuo consulente avrebbe potuto e dovuto metterti al riparo da quelle fastidiosissime oscillazioni?

Se la risposta è affermativa, sappi che è del tutto normale. In fin dei conti appare logico e naturale aspettarsi che un professionista intervenga nei momenti di difficoltà per prendersi cura del proprio cliente.

Eppure, se si va un po’ più a fondo, si scopre una realtà diversa.

Nella quale il comportamento che sembra più giusto si trasforma nel comportamento più dannoso.

Almeno per tre motivi, che di seguito vorrei provare a descriverti.

Primo motivo: i giorni migliori arrivano nei momenti peggiori.

Partiamo da una considerazione, apparentemente banale ma necessaria.

I mercati finanziari sono come i bambini piccoli: non stanno mai fermi.

Sono in un moto perpetuo, spesso irrequieti, agitati, stressanti, imprevedibili, apprensivi. Li vedi in un posto e un attimo dopo te li trovi da un’altra parte, in un senso o nell’altro.

Il movimento continuo ed instancabile è una loro caratteristica, non un difetto.

Una caratteristica che si accentua ancora di più quando c’è qualcosa che li turba: è proprio nelle fasi di maggior nervosismo, infatti, che i mercati oscillano di più.

Scendono di più.

Ma per fortuna anche salgono di più.

Già: i giorni migliori arrivano proprio nei periodi peggiori.

Secondo un’analisi condotta da J.P. Morgan, una delle banche più importanti al mondo che prende il nome dal suo fondatore, chi negli ultimi vent’anni si fosse perso le dieci migliori sedute del mercato azionario si sarebbe trovato con un rendimento più che dimezzato.

Dieci giorni, su un orizzonte temporale di vent’anni, sono sufficienti a distruggere un valore impressionante.

Torno all’analogia con i bambini: chi cerca di seguirli in ogni spostamento rischia di inciampare, di perdere la pazienza, di vivere immerso nell’ansia.

Le cose in genere vanno meglio quando si prende atto che non è possibile tenerli in una campana di vetro. Non si può evitare che sperimentino, che sbaglino, che cadano e che si procurino qualche rimediabile cicatrice.

Con gli investimenti non è molto diverso: bisogna accettare la loro irrequietezza, consapevoli che questa caratteristica è ciò che li renderà più forti, resilienti, ambiziosi.

Una volta prese le dovute precauzioni e impostate poche e fondamentali regole, lasciarli fare è il comportamento migliore possibile, per puntare in alto.

Secondo motivo: se ti guardi indietro, cosa vedi?

Magari con i mercati finanziari non hai ancora una grande confidenza.

Magari ti senti un debuttante, come un giovane atleta che fa il suo esordio e non sa ancora esattamente che cosa lo aspetta in campo.

In tal caso, sei ampiamente giustificato.

Se però con le borse e gli indici hai un minimo di esperienza in più, c’è una domanda importante sulla quale vorrei che tu riflettessi.

Quante volte ti sei trovato nel mezzo di una fase particolarmente incerta?

Quante volte hai già pensato che quella crisi fosse “diversa dalle altre”, hai già sentito radio e tv parlare di “miliardi che bruciano”, hai già assaporato – si fa per dire – quella sensazione di tracollo imminente?

Tante. Se i tuoi risparmi sono investiti da qualche anno, sicuramente questi sentimenti fanno già parte del tuo bagaglio esperienziale.

Come ti sei comportato, in quelle occasioni?

Hai venduto, in attesa di tempi migliori? Se lo hai fatto, sei poi riuscito a rientrare nel momento giusto?

La risposta la conosci benissimo.

Sarebbe fantastico poterlo fare. Ma la verità, come recita il titolo di questo articolo, è sempre la stessa: più ti muovi e peggio è.

Sai già che non è possibile fare diversamente, lo hai sperimentato. Perché ricadere nello stesso errore?

Terzo motivo: guarda la luna, non il dito.

I mercati sono bravissimi a mandarci in confusione.

Si fanno a lungo timidi e silenziosi, mentre celebrano nuovi record e vette mai toccate prima. Poi, improvvisamente, riescono a calamitare su di sé tutta l’attenzione possibile quando attraversano i momenti di criticità.

In queste fasi il rischio di perdere la bussola è altissimo.

Distrarsi dalle cose che contano davvero è quasi una garanzia.

Ma è proprio lì che occorre fare una cosa apparentemente semplice e terribilmente complicata, mentre si attraversano le incertezze.

Occorre guardare la luna e non il dito.

Pensare agli obiettivi e non alle situazioni.

In quei momenti, il motivo che ci ha spinto ad investire perde improvvisamente valore, rischia di essere dimenticato e di affogare nella vana pretesa di mettersi al riparo dalla momentanea ed effimera turbolenza dei mercati.

Sappi che, proprio in questi frangenti, il mio ruolo sarà quello di spostare il tuo sguardo su ciò che non puoi permetterti di trascurare.

Perché il raggiungimento di qualsiasi esigenza, traguardo o bisogno tu possa avere, sarà sempre infinitamente più importante del fastidio, comprensibile ma insignificante, generato dalle oscillazioni dei mercati.

Ogni volta che ti sembrerà naturale “muoverti”, spostando il tuo denaro per proteggerti dal momento, io sarò lì per aiutarti a restare fermo su ciò che conta davvero.

Perché, almeno in finanza, più ti muovi… peggio è.

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