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Cliente Consapevole – edizione luglio 2025

BTP Italia: tutti lo vogliono, ma quanti lo conoscono?

Che gli italiani siano particolarmente attratti dall’investimento in titoli di stato è cosa ben nota.

Che tra questi strumenti ce ne sia uno in particolare capace di apparire irresistibile, è invece un fatto piuttosto sorprendente che si sta consolidando negli ultimi tempi sempre di più.

Sì, sto parlando proprio di lui: il BTP Italia.

Pensa che negli ultimi due anni il Tesoro ha raccolto oltre 30 miliardi di euro solo dal collocamento di questo strumento.

A cosa dobbiamo tutto questo fascino? Perché non si fa in tempo a nominare una nuova emissione, che i risparmiatori si mettono in fila per appropriarsene?

Il motivo è presto detto: ha tutto quello che piace, e anche di più.

Come negli altri titoli di stato, c’è una cedola semestrale e una data di scadenza certa.

Come negli altri titoli di stato, ci sono vantaggi fiscali esclusivi: la tassazione agevolata al 12,5% anziché al 26% e l’esenzione sia dall’imposta di successione che dalla dichiarazione ISEE (fino a 50.000 euro, in quest’ultimo caso).

Ma non è tutto, perché oltre a queste caratteristiche il Ministero del Tesoro ha pensato di aggiungerne altre per renderlo ancora più intrigante.

C’è, ad esempio, un premio di fedeltà che viene riconosciuto a chi tiene il titolo dalla sua nascita fino alla scadenza.

E soprattutto, c’è un meccanismo di rivalutazione molto affascinante, grazie al quale l’investitore può ottenere contemporaneamente due vantaggi.

Il primo: guadagnare di più, se nel periodo di detenzione del titolo si verifica un rialzo dei prezzi di beni e servizi. In pratica, se c’è inflazione si verifica una rivalutazione automatica sia delle cedole che del capitale investito.

Il secondo: se anziché salire i prezzi dovessero scendere, e se pertanto ci trovassimo in una fase di cosiddetta deflazione, non ci sarebbe alcuna svalutazione dell’investimento. La cedola, in particolare, non potrebbe mai scendere sotto ad un determinato livello fissato inizialmente dallo Stato.

In altre parole: se il costo della vita sale guadagni di più, se succede il contrario ci guadagni lo stesso.

Accattivante, vero? Perché mai rinunciare a tutti questi vantaggi?

E infatti non sono qui per dirti di lasciar perdere, né per trovare necessariamente qualcosa che non funziona e che ti convinca a investire su altro.

Ho un solo obiettivo: voglio informarti.

Metterti nella condizione di capire meglio come funziona.

Ricordarti che non esiste la soluzione perfetta, che nessun strumento finanziario è privo di insidie.

Compreso il BTP Italia.

E così, dopo averne elencato i punti di forza, lasciami spendere qualche parola sui punti ai quali dovresti prestare attenzione, alla prossima emissione.

Il primo: non è un titolo a tasso fisso.

Molti risparmiatori sono attratti da quelle obbligazioni che pagano un tasso di interesse prefissato e costante per tutta la loro durata. I classici BTP e molti altri titoli collocati negli anni passati dalle banche funzionano in questo modo.

Il BTP Italia non rientra tra questi: il suo rendimento è variabile, segue l’inflazione e se questa rallenta anche le cedole fanno altrettanto.

È già accaduto di recente, nel 2022, quando i prezzi di beni e servizi erano alle stelle e di conseguenza anche gli interessi riconosciuti agli investitori. Poi, in breve, inflazione e cedole si sono sgonfiate di pari passo. Sei consapevole di questo rischio?

Il secondo: l’inflazione italiana è storicamente bassa

Il BTP Italia è agganciato ad un particolare tipo di inflazione che è misurata dal cosiddetto FOI, un indice che tiene conto dei consumi e del tenore di vita medio di una famiglia di operai ed impiegati.

Storicamente, questo parametro è cresciuto meno rispetto ad altri indici. Paragonandolo ad esempio con l’inflazione rilevata in Europa, si scopre che negli ultimi dieci anni quest’ultima si è attestata al 2,18% mentre quella italiana si è fermata all’1,86%.

E meno inflazione significa meno rendimento.

Ora che ti è chiaro questo aspetto, pensi ancora che ne valga la pena?

Terzo aspetto: se i tassi scendono, tu non ci guadagni

Tipicamente, ad una fase di ribasso dei tassi di interesse corrisponde un aumento dei prezzi delle obbligazioni. Le quali rappresentano, pertanto, un’opportunità ogni volta che i timori di un rallentamento economico avanzano.

Di norma, quindi, quando i tassi scendono tu ci guadagni. Ma non con il BTP Italia.

I titoli a tasso variabile, infatti, reagiscono molto più timidamente alle variazioni dei tassi di interesse, vanificando dunque il profitto che potresti ottenere possedendo un portafoglio obbligazionario ben diversificato.

Ultimo, ma non ultimo: non dimenticare il rischio Paese.

L’Italia rimane uno dei Paesi più indebitati al mondo. E anche se ultimamente i mercati si sono ammorbiditi, basta poco per mettere pressione a uno Stato le cui finanze pubbliche sono perennemente fragili.

Ecco perché l’antica ma mai superata regola della diversificazione vale ancora di più, quando di mezzo ci sono situazioni che, per quanto remote, non possono essere escluse: molte persone sono abituate a concentrare tanto su poco, quando invece il mondo di oggi richiede di concentrare poco su tanto.

Solo così si può trarre valore dalle innumerevoli opportunità che ci sono, senza farsi carico di rischi inutili ed eccessivi.

A queste informazioni, di cui sono certo farai buon uso, aggiungo ancora un’ultima riflessione.

Quando valuti il tuo prossimo investimento, prima di chiederti quali sono i pro e i contro dello strumento, fatti un’altra domanda: è la soluzione giusta per me?

È quello che mi serve?

È coerente con il fine che desidero raggiungere con quell’investimento?

Perché alla fine la verità è che tu non hai bisogno di una cedola, ma di una strategia.

E mi piacerebbe moltissimo poterti essere di aiuto per trovare quella migliore.

Parliamone insieme, sono a tua disposizione.

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